Camera del Lavoro Territoriale della provincia di Fermo
CS Poste Italiane: una strategia contro il lavoro, l’efficienza e per il depauperamento del Territorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 25 Settembre 2018 08:00

Poste Italiane: una strategia contro il lavoro, l’efficienza e per il depauperamento del Territorio

Dopo il crollo del ponte di Genova si è aperto il dibattito sulle virtù o i difetti delle aziende di servizi private e pubbliche. Tant’è che il ministro delle infrastrutture, insieme con altri colleghi, asserisce un giorno sì e l’altro pure che la ricostruzione del ponte dovrà farla un’azienda pubblica (Fincantieri) e non Autostrade SpA che è privata ed è, oltretutto, responsabile, secondo loro, del crollo del ponte.

Noi potremmo essere anche d’accordo sul fatto che in alcuni settori strategici e a scarsa concorrenza lo Stato debba essere più presente. Nel settore dei servizi vivono e vegetano imprese “parassite” e monopoliste, completamente deresponsabilizzate rispetto agli obblighi dovuti a utenza e cittadini. Guardiamo le condizioni delle Autostrade e alla crescita smisurata delle tariffe rispetto al tasso d’inflazione.

Per veder meglio funzionare le cose, il requisito “pubblico” può essere necessario ma non è sicuramente sufficiente. Quest’affermazione non è determinata solo da teorie pubblicistiche, ma anche dall’esperienza di questi anni.

Se è vero che il ministro può controllare meglio l’operato di una partecipata/controllata, perché non volta il suo sguardo sull’operato di Poste Italiane SpA? Ad esempio, la riduzione di personale e la disorganizzazione attuata hanno la conseguenza di violare il diritto dei cittadini, e in generale dell’utenza, di ricevere le comunicazioni e le spedizioni a loro indirizzate. Inoltre, quando ciò accade, avviene con ritardi decisivi per la vita delle persone e delle aziende. Insomma, il servizio dei recapiti è in gran sofferenza e ci piacerebbe sapere se Governo e Azienda intendano fare qualcosa.

Ma il “delitto” più efferato è la riduzione dei servizi postali e del lavoro nelle zone terremotate!

Tutta la comunità nazionale ha annunciato uno sforzo straordinario per realizzare la ricostruzione e far ripartire lo sviluppo nelle aree colpite dal sisma. Governo, Regioni, Amministrazioni, Enti, Associazioni, cittadini; questi, al lordo delle varie problematiche e inefficienze soprattutto relative alla burocrazia, alle risorse e, a volte, all’incapacità di qualche papavero incaricato, stanno attuando un atteggiamento di solidarietà e fattività per tentare di raggiungere il risultato di non vedere ulteriormente spopolata la zona indicata.

Invece, Poste Italiane SpA fa esattamente e tranquillamente il contrario. Dall’alto del suo interesse finanziario, della sua arroganza, e in contraddizione con il ministro di riferimento (Toninelli) che pare girarsi dall’altra parte, impoverisce i servizi postali nelle aree montane (Amandola, Comunanza, Sarnano, ecc.) e taglia il lavoro, smentendo l’impegno collettivo a fare di tutto per potenziare e qualificare i servizi, a partire da quelli pubblici, per favorire il permanere delle residenze e determinare le condizioni per un nuovo sviluppo.

Per la controllata Poste SpA non rischiamo, per fortuna, nessun crollo di ponte e vittime umane. Ciononostante, appare più che doveroso da parte del governo intervenire per evitare danni non facilmente rimarginabili e far si che Poste SpA sia al servizio del territorio, delle persone in carne ed ossa e non esclusivamente degli azionisti e della finanza.

 

Fermo lì, 12 settembre 2018

 

Il Segretario generale

Maurizio Di Cosmo

 
Giovedì, 06. Agosto 2020

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