Camera del Lavoro Territoriale della provincia di Fermo
Contrattazione su Bilanci 2011 della Amministrazione provinciale e degli EE.LL del Territorio di Fermo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 11 Febbraio 2011 14:54

DOCUMENTO CGIL CISL UIL SU

Contrattazione su Bilanci 2011 della Amministrazione provinciale e degli EE.LL  del territorio di Fermo

L’approntamento dei bilanci di previsione per il 2011 riveste un’importanza decisiva per le politiche locali nel senso che, pur in presenza di trasferimenti ridotti da parte dello Stato centrale, esse possono o meno arginare gli effetti della crisi sui redditi più bassi di persone e famiglie e, nel contempo, introdurre elementi per l’avvio della ripresa economica.

 

Sull’assetto socio-economico del territorio stanno pesando gli effetti di una crisi di cui non s’intravede ancora l’uscita. Ad essere maggiormente penalizzate sono le fasce più deboli della cittadinanza come le donne, i giovani, gli anziani. Insieme all’acuirsi delle disuguaglianze e alla determinazione di nuove povertà, è forte il rischio di rottura della coesione sociale.

 

Il tessuto produttivo fa fatica a sostenere le difficoltà; il sistema delle imprese, dall’edilizia all’agricoltura, e l’intero distretto calzaturiero, pur in presenza di segnali contraddittori, è dentro un quadro competitivo che vede un arretramento complessivo dell’intero Paese.

Ciò è aggravato dall’assenza di una vera politica industriale nazionale le cui possibilità di inaugurazione si allontanano con la crisi politica in corso.

A questo quadro economico-produttivo si è aggiunta questa estate la manovra del

governo che ha drasticamente ed indiscriminatamente tagliato i trasferimenti al sistema delle Autonomie Locali a partire dal 2011 mettendo in discussione o, addirittura azzerando, le possibilità di politiche anticicliche locali.

Insieme al Paese, che nell’ultimo decennio non è cresciuto in termini di PIL, il nostro territorio corre seri pericoli di arretramento del livello del tenore di vita. La sfida è aperta e va giocata utilizzando al meglio le risorse dentro un quadro di priorità e, rilanciando la pratica democratica che registri il coinvolgimento di tutte le forze rappresentative di ogni settore della società.

Per questo il movimento sindacale chiede l’immediata apertura del confronto sulle politiche amministrative locali, a partire dall’approntamento dei Bilanci previsionali, che coinvolga le rappresentanze economiche, sociali, culturali, ambientali del territorio.

 

Priorità

La scarsità delle risorse a disposizione impone sul lato della spesa, oltre ad ogni misura tesa ad eliminare eventuali sprechi, l’adozione del criterio delle priorità nelle scelte amministrative.

Le OO.SS indicano nel sociale, nel lavoro, nello sviluppo sostenibile e nella cultura le priorità da assegnare all’impiego delle risorse per puntare a sostenere la coesione del territorio.

Le modalità di spesa devono fare riferimento al principio dell’equità e dell’innovazione.

Sul versante delle entrate, va ridefinita la politica impositiva gravando sui redditi medio-alti e potenziando l’esenzione-sgravi sui redditi minori, accompagnata da strumenti di contrasto all’evasione fiscale.

Risposte alla crisi

E’necessario sviluppare ogni iniziativa per promuovere l’ingresso dignitoso nel Mercato del Lavoro soprattutto di giovani e donne (borse lavoro, stage, premialità sulla buona occupazione), va posta attenzione alla progressiva riduzione del reddito disponibile delle famiglie e data attuazione ad ogni possibile misura di sostegno nel pagamento di utenze, affitti, rette.

Va incentivata la sburocratizzazione dei servizi alle imprese senza abrogare l’efficienza dei controlli di vario genere sul rispetto delle normative vigenti.

Istituzione di un Fondo anticrisi da destinare al sostegno ai lavoratori dipendenti coinvolti nei processi di crisi aziendali.

Politiche sociali e di inclusione

La funzione di ammortizzatore sociale svolta dalle famiglie sta volgendo al termine per le difficoltà delle stesse; è quindi necessario estendere e potenziare il livello dei servizi offerti delle pubbliche amministrazioni, per i servizi a domanda individuale e collettiva (mensa scolastica, trasporto scuola-bus, asili nido, sad, residenze protette ecc.).

Particolare attenzione riveste il fenomeno legato alle conseguenze della perdita di lavoro per i lavoratori immigrati.

Il massimo impegno, politico e finanziario, va espletato verso una reale integrazione socio-sanitaria.

Il livello di coesione sociale e di benessere si determina prima di tutto con la diffusione di una rete di servizi sociali a sostegno delle famiglie e con un efficiente sistema economico locale.

L’obiettivo è di salvaguardare e potenziare il livello dei servizi erogati, garantendo le necessarie risorse umane e finanziarie, non rinunciando ad adeguare l’offerta a quelle che sono le diverse dinamiche della domanda e del bisogno e non trascurando gli interventi volti a promuovere e riconoscere gli sforzi sostenuti dalle famiglie.

A questo obiettivo vanno orientate anche le politiche del personale, all’interno dei draconiani vincoli posti dalla manovra finanziaria.

Il confronto con le Amministrazioni deve rappresentare anche l’occasione per una verifica sugli interventi avviati a favore delle persone non autosufficienti e sul modo in cui le recenti deliberazioni regionali (assegni di cura, sad, residenzialità) abbiano trovato riscontro nelle singole realtà comunali e di Ambito sociale.

Anche le politiche per la casa, il sostegno alle famiglie che pagano l’affitto, l’accesso ad un immobile (in proprietà o in locazione) a condizioni accettabili, rappresentano delle priorità di cui farsi carico nella programmazione territoriale e finanziaria.

Servizi e prestazioni pubblici

Una delle priorità da affrontare è la revisione delle modalità di gestione degli appalti, al fine di qualificare la spesa pubblica, tutelare il lavoro, contrastare il dumping sociale, nonché lavoro nero e sommerso.

Va promossa la gestione associata dei servizi e delle funzioni:

-costruire forme associate e/o consortili per l’erogazione dei servizi anche tra ambiti limitrofi per la gestione dei servizi e delle funzioni, attraverso una rinnovata capacità di operare su progetti aggregativi, nelle forme e con gli strumenti previste dalla normativa (Unione di Comuni, Uffici comuni e convenzioni, ambiti sociali);

-avviare, con riferimento alla normativa sulla gestione dei servizi pubblici locali, un processo di aggregazione delle società partecipate dai Comuni, al fine di ottenere economie di scala, migliorare la qualità dei servizi e contenere le tariffe per i cittadini;

-riformare le modalità di gestione degli appalti per lavori, servizi e forniture sulla base degli obiettivi di: stabilizzazione (clausole sociali) e tutela del lavoro

(contrattazione collettiva), qualificazione della spesa pubblica, qualità ed efficienza dei servizi, introduzione dell’offerta economicamente vantaggiosa in luogo del massimo ribasso, contrasto alla illegalità e alla corruzione, sostenibilità ambientale, verifica accreditamento e forte limitazione al subappalto.

Politiche del personale e contrattazione integrativa

La contrattazione della ripartizione del Fondo va svolta contemporaneamente alla programmazione dei servizi per il 2011 e anni seguenti ed alla conseguente riorganizzazione della struttura amministrativa; ciò per rendere comunque efficiente l’utilizzo delle risorse scarse senza gravare ulteriormente sul reddito e sulle condizioni lavorative dei dipendenti.

Allo scopo va monitorata la situazione delle esternalizzazione dei servizi e delle condizioni esistenti nelle aziende partecipate.

Servizi e tariffe;

Nell’ambito dell’assegnazione delle risorse per i servizi a domanda, per le OO.SS. occorre:

-salvaguardare le prestazioni sociali già attivate nella rete dei servizi ed avviate di nuove, con particolare attenzione alle politiche familiari, dell’infanzia, dei giovani, dell’integrazione dei migranti, applicando, per l’individuazione della soglia di compartecipazione alla spesa l’ISEE lineare o rimodulato;

-contenere l’eventuale aumento delle tariffe dei servizi pubblici locali entro il tasso di inflazione, considerando la possibilità di agevolazioni tariffarie per gli ultrasessantacinquenni, per gli anziani non autosufficienti, per i disabili e per le famiglie più numerose e disagiate attraverso l’applicazione dell’ISEE lineare o rimodulato;

-realizzare un unico fondo, trasversale tra i servizi, per le politiche di sostegno alla famiglia in situazione di crisi economico-sociale, con eventuale estensione delle misure anticrisi (orientate a sostenere le famiglie in difficoltà nel pagamento delle utenze, degli affitti, delle rette…) previa verifica della loro efficacia e congruità, cercando di evitare sovrapposizione di interventi per una stessa finalità;

-dare continuità agli interventi avviati a favore delle persone non autosufficienti e sul modo in cui le recenti deliberazioni regionali (assegno di cura, sad, residenzialità) sono state applicate nelle singole realtà comunali e di Ambito Sociale;

-determinare una politica più incisiva nel controllo dei prezzi dei generi di prima necessità ed attivare azioni mirate per il contenimento dei prezzi, sostenendo in particolare il riequilibrio della catena del valore all’interno della filiera anche con la promozione della vendita diretta dal produttore al consumatore.

- Politiche tributarie e contrasto alla evasione ed elusione fiscali

Le recenti scelte del governo centrale vanno in senso inverso alle politiche “federaliste”; soprattutto perché pongono seri vincoli all’autonomia amministrativa in materia tributaria, ad iniziare da quelli posti alle addizionali ed alle aliquote Irpef e Ici. La principale azione in grado di produrre immediatamente introiti aggiuntivi è il recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale relativi ai tributi comunali, ad iniziare dall’Ici (anche attraverso la riclassificazione degli immobili).

Nell’attività sino ad ora condotta esiste uno scarto notevole, in termini di recupero dell’evasione, tra le amministrazioni che hanno attivato adeguate misure e le altre.

E' altrettanto necessario che le Amministrazioni si organizzino, singolarmente o in forma associata, per adempiere gli atti previsti dall’art.16 del d.l.78/10, ad iniziare dalla costituzione del Consiglio tributario, in attesa che i previsti atti dell’Agenzia delle Entrate possano permettere l’avvio dell’attività di contrasto all’evasione. Le incongruenze della norma sono evidenti, a iniziare dal non considerare la mancanza di personale e di strumenti a disposizione dei Comuni per farsi carico dei nuovi adempimenti; per questa ragione a nostro avviso è necessario organizzare questa nuova attività a livello sovra comunale.

Per le OO.SS vanno evitate le sovrapposizioni nella applicazione dei tributi propri, estesa l’equità e la reale progressività (lineare) in difesa dei redditi da lavoro e da pensione.

Politiche di sviluppo e infrastrutture

Nell’auspicio che si superi il vincolo del “Patto di Stabilità” che penalizza fortemente l’autonomia finanziaria degli Enti Locali, con i vincoli imposti dal Governo, occorre, comunque, ricorrere agli strumenti ordinari e straordinari, per favorire investimenti locali, con il fine di dare un po’ di linfa all’economia locale con ripercussioni positive occupazionali, quali :

-interventi sulla manutenzione straordinaria degli edifici scolastici, sia per interventi di messa in sicurezza (soprattutto sismica), sia per interventi di risparmio ed efficienza energetica;

-interventi di infrastrutturazione leggera sul territorio;

-interventi per favorire la infrastrutturazione immateriale (reti, telecomunicazioni, ecc.)

Politiche formazione e istruzione, ricerca e sviluppo

In questo ambito va operato ogni sforzo per garantire e promuovere il diritto allo studio aiutando le famiglie meno ambienti o coinvolte dai processi di crisi e per promuovere le iniziative atte a radicare esperienze, anche con il coinvolgimento delle Università, riguardanti progetti di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico.

Sviluppare e incrementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili e incentivare il risparmio energetico con iniziative volte a sensibilizzare i cittadini.

Governo del territorio (Urbanistica) e Politiche di tutela ambientale e dei beni culturali

Va promossa una politica complessiva di tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale del territorio.

La predisposizione dei PTC, PRG, e strumenti urbanistici di governo del territorio devono trovare il massimo coinvolgimento degli attori sociali, culturali ed economici locali anche per tentare di tracciare linee di sviluppo fondate sulla diversificazione produttiva, sui servizi di qualità, sulla sostenibilità sociale e ambientale. Decisiva è la scelta strategica del recupero e della riqualificazione in luogo di ulteriore consumo di suolo, a vantaggio del paesaggio, del settore agricolo e della socialità.

Cgil-Cisl-Uil territoriali, insieme alle rispettive Federazioni dei Pensionati, invitano tutte le Amministrazioni comunali della provincia, alle Comunità Montane, alle Unioni dei Comuni, ed alla stessa Amministrazione provinciale, all’apertura di una fase di confronto preventivo allargato ai consorzi e alle società partecipate, finalizzato a conoscere gli orientamenti delle Amministrazioni su cui realizzare un negoziato che verifichi la possibilità di condivisione delle scelte che si dovranno assumere.

Fermo lì, 19 gennaio 2010

p.Le Segreterie

M. Di Cosmo- A. Angelini – G.Pacetti

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Febbraio 2011 15:09
 
Martedì, 04. Agosto 2020

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