Camera del Lavoro Territoriale della provincia di Fermo
Comunicati stampa


Provincia di Fermo: territorio in crisi e senza rappresentanza PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Gennaio 2017 14:42

Abbiamo già fatto le congratulazioni alla nuova Presidente della provincia di Fermo. Cogliamo anche questa occasione per rinnovarle gli auguri e per ringraziare Aronne Perugini e i lavoratori dipendenti per il lavoro svolto in situazioni decisamente precarie per tutti loro.

Non tralasciando di sottolineare lo scandalo delle modalità di elezione del Presidente e della giunta - sottratte  alla “sovranità popolare”, sorte che sarebbe toccata anche al Senato della Repubblica qualora avessero prevalso i “Si” al recente referendum costituzionale – anche noi riscontriamo che, nonostante il depauperamento di risorse e competenze, all’Ente Provincia restano funzioni rilevanti come l’edilizia scolastica e l’ambiente.

 
Comunicato Stampa: La motivazione razziale è il cuore della questione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 19 Dicembre 2016 15:43

Non è nostra intenzione commentare le scelte processuali, tanto meno è possibile ridurre ad esse una vicenda che, sul piano civile e culturale, va ben oltre le dispute legali. Certamente , riteniamo che l’accordo  proposto dalla difesa del Mancini ed accettato dalla Procura della Repubblica, in ultima analisi, costituisca una palese ammissione di responsabilità in merito all’accaduto.

Non entriamo neanche nel merito dell’entità della pena, che ci auguriamo sia, per chi la sconterà, occasione di recupero umano e sociale, ed di riflessione sul valore della vita e della dignità di tutti gli esseri umani. E’ però rilevante che la tesi della “legittima difesa” o tentativi di discredito come la teoria dell’appartenenza della vittima alla “mafia nigeriana”  (quante volte, in questo Paese le vittime sono state accusate!) si siano rivelate per ciò che erano: tentativi di nascondere la realtà del fatto.

La realtà dell’accaduto è che un uomo è morto per un comportamento azionato da ragioni razziali; questo è il “cuore” della questione, e su questo non si deve tacere ; pacificare non è nascondere ma svelare per riflettere e superare.

Ci preoccupa ed indigna – anche per il messaggio che lascia ai più giovani - il clima di sottovalutazione ed assolutorio che è seguito alla morte di Emmanuel e che, a nostro avviso,  irresponsabilmente, continua. Egli è stato insultato, colpito ed è morto solo perché nero ed immigrato; questo dato, vale a dire la motivazione esclusivamente razziale dell’attacco,  sembra, per alcuni, meno rilevante del fatto che egli possa aver reagito ad un insulto razzista (probabilmente reagire ad un insulto è privilegio dei bianchi o dei “padroni di casa”).

Il patteggiamento porrà una pietra tombale sulla verità processuale dei fatti ; rimarranno però tante pericolose chiacchiere e tanti infondati e altrettanto pericolosi tentativi di giustificazione di un comportamento inaccettabile in una società che voglia dirsi civile ed umana.

Vogliamo ribadire, inoltre - affinché sia chiaro anche a chi non vuol capire – che non pensiamo, né abbiamo mai detto, né collettivamente né individualmente, che Fermo è una città razzista (meno che mai “nazista”); sarebbe un’affermazione stupida, come il suo contrario. Abbiamo detto e ribadiamo, che questa vicenda (come altri episodi precedenti accaduti a Fermo) ha evidenziato come, anche in una città con solide radici democratiche e solidali, spinte xenofobe e forme di intolleranza violenta rischiano di moltiplicarsi e di venire tollerate e giustificate. Il Comitato “5 Luglio” è nato per contrastare queste spinte e favorire, nella città di Fermo e nel Fermano, una presa di coscienza del fatto che nessuna realtà è, purtroppo, estranea al clima di xenofobia che spira in Italia ed in Europa. C’è chi su questo clima soffia e specula (per le più varie motivazioni); c’è chi lo vuole contrastare, per affermare un’idea solidale della vita e difendere le tradizioni civili e democratiche di questa città.

Tra questi non sembra esserci l’attuale amministrazione comunale,  che è rimasta in un silenzio assordante  durante tutta la campagna di stampa che tendeva a delegittimare la vittima  e che non ha ritenuto ancora di prendere posizione contro quei settori della città che urlano il loro sostegno all’omicida attraverso appelli , sottoscritti anche da alcuni consiglieri comunali, e addirittura raccolta fondi; e che  interviene soltanto ora preoccupata più di un provinciale problema di immagine che non di comprendere a fondo ciò che è accaduto.

Fermo, 17 Dicembre 2016

COMITATO “5 LUGLIO” - FERMO

COORDINAMENTO CITTADINO PER L’ACCOGLIENZA, CONTRO IL RAZZISMO

ED OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE

 
Emmanuel, la mafia, l’informazione. PDF Stampa E-mail
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Venerdì 09 Dicembre 2016 08:59

L’assassinio razzista di Emmanuel è salito alla ribalta nazionale  scatenando immediatamente  una campagna di stampa tesa a screditare le vittime e ad avvalorare le versioni dei fatti fornite dall’ omicida e dalla difesa. La testa di ariete di questa campagna è costituita dal Resto del Carlino che giunge ignominiosamente a scrivere della ritrattazione da parte della vedova. La ripetizione martellante del falso finisce per provocare la rottura del riserbo da parte della Procura che smentisce la fandonia, il che non impedisce al Resto del Carlino di proseguire ripetutamente nella sua pervicace azione di disinformazione. Tra i quotidiani nazionali, a sorpresa, anche Il Fatto Quotidiano, che si è distinto tante volte nella produzione di inchieste sui più marci retroscena della vita politica ed economica del paese,  che così  spesso ha corrosivamente polemizzato con la stampa asservita, ha assecondato quella campagna che un’abile regia ha orchestrato contro la verità e l’evidenza e che trova rispondenza in una parte grande della città, rivelando così la profondità della crisi morale e della decadenza intellettuale che attanagliano il paese.  Certo, il Fatto non era finora  mai sceso al livello del Resto del Carlino, impresa peraltro improba, la vicinanza al difensore dell’omicida si era finora manifestata con la divulgazione  delle tesi della difesa e più per le omissioni che per le asserzioni.  Ma le omissioni sono gravi,  e anche il Fatto non ha mai rilevato come tutte le testimonianze convergenti  sulla tesi della legittima difesa siano in contrasto insanabile  con i dati della polizia scientifica e dell’autopsia :  sull’arma che avrebbe  impugnato la vittima (un paletto della segnaletica stradale divelto) risulterebbero  solo le tracce dell’omicida, le varie lesioni sul corpo della vittima vanno ben oltre il pugno che determina la caduta e quindi il decesso. Ma domenica 27  il Fatto Quotidiano ha toccato il fondo superando il quotidiano bolognese e ispirando una nuova fase della campagna di cui sopra.  Ai funerali di Emmanuel, questo lo scoop, avrebbero presenziato esponenti della mafia nigeriana (black  axe) in divisa rosso-nera (  è noto ai più che il rosso è il colore che si indossa ai funerali in segno di rispetto in alcuni Paesi africani, in particolare Nigeria)per rendere l’ultimo omaggio al confratello .  Non deve sfuggire il passaggio dal condizionale , doverosamente utilizzato per riferire un’ipotesi tutta da verificare, all’indicativo (“è una beffa che membri di black axe ….”) , passaggio che trasforma l’ipotesi in una certezza.  Conquistata  con tanto rigore e onestà intellettuale tale certezza l’ inviata del Fatto può diffondersi sulle nefandezze dei bevitori di sangue umano sicuramente condivise dal confratello Emmanuel. L’effetto immediato e prevedibilissimo    sulla “zona grigia”,  cioè sulle vittime designate di questo tipo di informazione, è “l’apertura di nuovi scenari” (secondo la difesa) : il razzista diviene un giustiziere, la vittima un criminale e magari (si è sentita anche questa) doveva morire anche la moglie. Assumiamo per un momento la fondatezza di quella ipotesi ( tanto grottesca  e ridicola quanto la pista anarchica  con cui Il Fatto Quotidiano  intitolò il pezzo  sugli attacchi alle parrocchie), la qualità della vittima modificherebbe  in qualche modo la dinamica dell’aggressione o le motivazioni dell’aggressore e le sue responsabilità ?  Per un giornalismo intelligente e civilmente impegnato, e non asservito,  Fermo e i moti della sua opinione pubblica possono offrire un osservatorio privilegiato di uno spaccato profondo che rappresenta la pancia dell’intero paese, di “come si diventa nazisti”, del misterioso fenomeno per cui una massa di persone “normali”, nel tempo di una crisi che non termina mai, finisce per acclamare il linciaggio dei diversi: tutti usurai o tutti ladri di lavoro o tutti mafiosi poco importa.

Comitato Antirazzista “5 luglio” di Fermo

Coordinamento per l’accoglienza e la solidarietà, contro il razzismo, la xenofobia ed ogni forma di discriminazione

 
SISMA: CGIL, CISL E UIL MARCHE RIBADISCONO IMPEGNO A SOSTEGNO POPOLAZIONI COLPITE DALL’ULTIMO EVENTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 28 Ottobre 2016 08:14

Le segreterie regionali e territoriali  di Cgil, Cisl e Uil delle Marche esprimono solidarietà alle popolazioni colpite dall’ultimo evento sismico e ribadiscono il loro impegno per aiutare i cittadini coinvolti dalla tragedia con tutti gli strumenti a disposizione.

Le Confederazioni si attiveranno anche con le istituzioni, come già in occasione del precedente sisma, per garantire un’adeguata tutela ai lavoratori delle attività economiche.

Cgil, Cisl e Uil rafforzeranno inoltre il proprio sostegno nella raccolta dei fondi, già promossa dal sindacato a livello nazionale, con alcune associazioni di impresa.

 
CGIL, CISL E UIL MARCHE: DOMANI SIT-IN SUL DIRITTO ALLO STUDIO DAVANTI A SEDE REGIONE, DALLE 11,30 ALLE 12,30 PDF Stampa E-mail
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Lunedì 03 Ottobre 2016 15:26

Cgil, Cisl e Uil Marche organizzano per domani, 4 ottobre, un presidio sul Diritto allo studio, davanti alla sede della Regione Marche, dalle ore 11,30 alle 13,30.

 
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Giovedì, 09. Dicembre 2021

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