Camera del Lavoro Territoriale della provincia di Fermo
Comunicati stampa


Comune di Fermo: dove è il cambiamento? Dove è l'idea di città progressista? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Martedì 17 Marzo 2015 08:57

Il Consiglio Comunale di Fermo ha da poco approvato il Bilancio di previsione per l'anno 2014 trovando soluzioni per far fronte alle diminuzione di risorse dovute al taglio dei trasferimenti  ed alla crisi economico-produttiva che ancora imperversa. L'esigenza di copertura riguarda anche mancate disponibilità tutte dovute a imprudenti tecniche contabili con le quali per anni si sono riportati crediti non esigibili nelle poste di bilancio.

Su quest'ultimo dato, oltre 2 milioni di euro da recuperare nella prossima programmazione triennale, si gioca una partita molto delicata che comporta nuove politiche di bilancio, tagli alla spesa e la riorganizzazione della struttura amministrativa.

La strada da noi indicata e proposta prevede una attenta analisi delle cause e delle responsabilità che hanno determinato tale situazione di crisi e le azioni conseguenti che necessariamente non devono tralasciare l'obiettivo di una riforma della macchina amministrativa.

Da una parte c'è la necessita di rivedere struttura e ruolo della dirigenza che gode anche di immeritate premialità, dall'altra si tratta di cogliere l'occasione per una riorganizzazione/razionalizzazione da realizzare con una strategia imperniata sull'aggregazione dei servizi, anche a livello intercomunale e provinciale.

L'Amministrazione di Fermo ha scelto invece la via “ordinaria” contabile. La riduzione degli organici di 28 unità, su una struttura già in deficit di personale, è poco lungimirante, rischia di mettere in pressione il personale restante e provocare la diminuzione della quantità/qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Non a caso siamo preoccupati di quanto sta accadendo al Nido di S.Giuliano ove i necessari lavori di ristrutturazione possono diventare l'occasione per attuare un dannoso ridimensionamento del personale, del servizio e dar via ad una nuova esternalizzazione.

Riguardo a Tasi, Tari e Imu nutriamo dei dubbi sull'applicazione dei principi di equità. I regolamenti tengono  conto delle condizioni di tanti pensionati soli e alle prese con assegni da fame? Contempla lo status di molti lavoratori alle prese con la cassa integrazione, la precarietà o il licenziamento? E' equo legare le aliquote alle sole rendite catastali (sballate)  ed ignorare i livelli di reddito Isee? Premiare il comodato d'uso delle seconde proprietà di famiglia è equo nei confronti di coloro, soprattutto giovani, che si sono dovuti accollare un mutuo ipotecario?

Mentre si continua a fare poco contro l'evasione fiscale, nel documento di Bilancio non c'è la reintroduzione della progressività nell'addizionale Irpef, ignorando un principio costituzionale che rimane inapplicato.

Riteniamo che il Bilancio previsionale approvato manchi di coraggio innovativo e di una decisa volontà di cambiamento!

Ciò è anche il risultato della scarsa propensione al confronto ritenuto, sospettiamo, poco efficace!

C'è di fatto un ritorno indietro agli anni del centrodestra. Si continua a ferire un tratto distintivo della democrazia partecipata e si resta sordi all'esigenza che anche la politica comunale deve farsi carico del soccorso a chi sta pagando duramente gli effetti di questa lunga crisi, a cominciare dai giovani, lavoratori e pensionati. Senza questa premessa e senza l'efficienza amministrativa, è poco probabile dare soluzione ai numerosi problemi di Fermo, una città che merita di essere accogliente, vivibile, democratica, solidale e progressista.

Fermo lì, 5 agosto 2014

Il segretario Generale

(Maurizio Di Cosmo)

 
Fermo: calo della produzione e crisi occupazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Martedì 17 Marzo 2015 08:49

I dati elaborati da Unioncamere Marche ci confermano il perdurare della crisi produtiva. Inoltre, l'Istat ci certifica ciò che viviamo ogni giorno, cioè la gravità della crisi sociale che continua ad abbattersi sulle fasce più deboli della nostra popolazione.

Il calo della produzione del 3% nell'ultimo trimestre del 2014, dovuto al calo della domanda della Russia alle prese con la crisi ucraina, conferma che in campo non c'è stata e non c'è nessuna politica industriale messa in campo dal governo. Nemmeno se ne nota un qualche accenno.

Il nostro settore industriale, in balia delle tempeste internazionali e della finanza, resta appeso alla speranza poggiata su fattori concreti come la svalutazione dell'euro, bassi tassi di interesse, calo del costo del petrolio, maggiore liquidità che da marzo sarà immessa nel sistema dalla BCE. Ma il nostro Paese, con ancora nodi strutturali rimasti irrisolti (infrastrutture, corruzione, divario informatico e del Mezzogiorno), rischia di mancare l'appuntamento e continuare a depotenziare la sua capacità industriale (-25% dal 2007), ad accusare servizi arretrati, il blocco del credito, redditi in calo e alti tassi di disoccupazione.

Siamo d'accordo con il Presidente di Unioncamere riguardo ai prioritari interventi sul costo del lavoro e sull'abbassamento della tassazione su imprese e lavoratori. Bisogna però precisare che la strada giusta per abbassare il costo del lavoro non è la sua svalutazione ma, la crescita della produttività e, conseguentemente, del valore aggiunto. Per questo c'è bisogno di una mirata politica industriale imperniata sull'innovazione tecnologica dei fattori della produzione, sull'innovazione dei servizi all'impresa (marketing ed internazionalizzazione), sulla conseguente formazione professionale e, per quello che ci rigurada da vicino, la tutela del "made in Italy". Tutto ciò richiede necessariamente la stabilità occupazionale ed un contesto sociale dove tutti i servizi funzionano, compresi quelli del welfare e dall'istruzione.

Dai dati elaborati dall'Ires Marche:

dal 2010 al 2014 il fermano ha perso più di 3.000 occupati (tot.70.702), il tasso di occupazione è sceso del 2,50% (62%), il tasso di disoccupazione dal 5,90% è passato al 9,9% con una crescita di 4 punti.

L'agricoltura perde 1.350 posti quasi la metà degli occupati (tot.1.524). Nei servizi la perdita è di 2.200 occupati (tot.2.471).

La realtà richiede interventi che ad oggi risultano lontani dalla politica del governo. Agire sul MdL, anche se potrebbe risultare utile (ma non come fa il governo con l'iganno del Job's Act che di fatto precarizza tutti e svalorizza ulteriormente il lavoro) non risolve il vero problema che è quello della mancanza di lavoro. Creare nuovi posti di lavoro significa far ripartire gli investimenti pubblici, dato che le imprese in tempi di crisi risultano trovarsi nella pochezza della liquidità, supportare la domanda interna attraverso la leva fiscale, la ripresa della contrattazione, anche quella del Pubblico Impiego, e la rivalutazione delle pensioni.

Governare contro i lavoratori, i giovani e i pensionati e a favore della grande finanza; governare per far acuire la forbice delle diseguaglianze ci porta verso il baratro economico e sociale.

Il cambiamento delle politiche europee e nazionali è decisivo. Purtuttavia, a livello locale vanno create le condizioni per determinare la ripresa. Nel fermano va aperto, come già stiamo chiedendo, un confronto su tre temi principali: lavoro, sviluppo e welfare.

Il nostro territorio ha bisogno di definire le linee di intervento condivise dai vari attori politici, economici, sociali ed istituzionali e, dotarlo su queste basi di una autorevole rappresentanza che oggi, nonostante i nostri sforzi, ancora non ha.

Fermo lì', 4 marzo 2015

 

Il segretario Generale

(Maurizio Di Cosmo)

 
Sanità: confronto sindacale su liste d'attesa, pronto soccorso e costi dei servizi alla persona PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Martedì 17 Marzo 2015 08:44

Il confronto tra CGIL CISL, insieme al Sindacato Pensionati, e la Direzione dell'AV4 sui nodi e sulle scelte della sanità fermana è ripreso con l'incontro di lunedì 2 marzo.

La Sanità fermana continua ad essere in grave difficoltà. Alle politiche dei tagli si sta aggiungendo un clima d’incertezza nelle scelte del governo regionale e dell’ASUR che dura da mesi.

La Sanità locale accusa un’intollerabile arretratezza complessiva, rispetto agli altri territori delle Marche, che si esprime in termini di risorse, di posti letto, di dotazioni degli organici, di infrastrutture e servizi.

Restano tanti problemi e rimane molto da concretizzare rispetto al protocollo sindacale regionale.

Importanti passi avanti sono stati fatti, ma molto resta da fare e ciò investe la Regione e l'Asur, oltre all'azione locale dell'AV4: liste di attesa e mobilità passiva, riconversione delle strutture, rete emergenza, prevenzione, appalti, case della salute, integrazione socio-sanitaria, rete territoriale/distrettuale, residenze e domiciliarità, costi dei servizi, equilibrio tra domanda e offerta, adeguamento degli organici, rapporto con sanità privata e medici di famiglia.

Nell’incontro, sono stati affrontati, tra gli altri, alcuni nodi principali che sono stati individuati nei seguenti:

Pronto soccorso, liste di attesa, riconversioni strutture e Case della Salute.

Alcune novità riguardano la conclusione dei lavori al Murri dove è prevista l'apertura a regime del nuovo Pronto Soccorso dal prossimo 9 aprile che si doterà di una nuova diagnostica radiologica e di un potenziamento del personale con 3 infermieri e 1 operatore sanitario.

Risolto anche il nodo INRCA che dal prossimo 1° giugno attuerà un nuovo piano di assunzione e potrà ospitare 20 posti letto di lunga degenza che andranno ad alleggerire l'ospedale Murri.

I problemi più urgenti sono quelli per i quali i cittadini sono costretti ad attese lunghe oltre un anno e riguardano la diagnostica, con particolare riferimento agli esami della risonanza magnetica e oculistica. Dal 30 aprile andrà a regime la nuova RNM, consentendo una maggiore produttività.

Tuttavia, da tempo abbiamo segnalato la necessità di acquistare una seconda macchina anche se ciò comporterà un ulteriore investimento da parte dell'Asur.

Per l'oculistica, è stato avviato il bando per il primario, tuttavia restano i problemi di organico e di organizzazione del lavoro relativo all'attività extra-moenia che coinvolge anche utenza da altre Regioni, a scapito della domanda del territorio.

In ogni caso, per discutere le problematiche relative alle liste di attesa, è previsto un incontro dedicato martedì 10 marzo.

In relazione alle Case della Salute, iniziano i lavori a Porto San Giorgio; è in completamento l'appalto per Sant'Elpidio a Mare; più problematica è la ristrutturazione a Montegiorgio.

I prossimi incontri saranno dedicati alla residenzialità, al costo delle rette e alla situazione di Amandola.

Il sindacato continuerà la sua azione ma, insieme ad essa deve svilupparsi la consapevolezza dei problemi dell'intero territorio fermano e della sua rappresentatività unitaria costruita sulle questioni concrete.

La politica può avere un vero ruolo da protagonista solo rinunciando ai legami clientelari con la sanità e recuperando gli strumenti della pianificazione e della programmazione. Ciò già interroga coloro che si candideranno a comporre il nuovo Consiglio Regionale.

Per le motivazioni di cui sopra, forti preoccupazioni desta anche l'azione di governo nazionale, che con la legge di stabilità opera ulteriori tagli e smentisce lo stesso Patto della Salute che aveva iniziato ad invertire la politica dei tagli indiscriminati, costringendo molti cittadini a ricorrere al privato o a rinunciare a curarsi.

Fermo lì, 5 marzo 2015

p. Le segreterie

M.Di Cosmo – A.Cifani

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Marzo 2015 08:46
 
CS Unitario Sanita' Marche PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 05 Marzo 2015 09:10

 
CS Crisi Occupazionale nel Fermano PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 05 Marzo 2015 09:04

 
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