Camera del Lavoro Territoriale della provincia di Fermo
Comunicati stampa


Indagine sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Mercoledì 18 Marzo 2015 10:00

Marco Luchetti: Tenui segnali di ripresa del sistema produttivo marchigiano
Nel 2014, rispetto al 2013 le imprese marchigiane mostrano alcuni leggeri ma positivi segnali
di ripresa: una piccola crescita della propensione all’internalizzazione dei processi produttivi
(+2,6% sul 2013), degli investimenti in macchinari (+2,4%) e dei tentativi di aggredire nuovi
mercati, soprattutto esteri (+1,3%). E’ quanto emerge dal secondo aggiornamento
dell’indagine F.A.R.O. LAB sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese del
territorio marchigiano.
“Certo - evidenzia l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Marco Luchetti -
l’indagine non riguarda la totalità, ma un campione di 685 imprese del territorio (in un periodo
compreso tra novembre 2014 e gennaio 2015) che però offre un primo spaccato della realtà
marchigiana. Si tratta certamente di tenui segnali, quasi “increspature d’onda”, tuttavia,
considerati nel loro insieme, lasciano intravvedere una qualche inversione di tendenza nel
posizionamento del sistema produttivo delle Marche. “
L’indagine “I fabbisogni professionali e formativi delle imprese marchigiane” è stata condotta
nell’ambito della seconda fase del progetto F.A.R.O. LAB (promosso dall’Assessorato Lavoro,
Istruzione e Formazione Professionale) e curata dal Censis nel Raggruppamento attuatore del
progetto con IFOA ente capofila e Associazione Nuovi Lavori con l’obiettivo di supportare la
costituzione dell’Osservatorio Regionale sulla Formazione Continua.
E se scende di due punti e mezzo, rispetto al 2013, la percentuale di imprese che non sembra
intenzionata ad assumere nei prossimi anni, si incrementa invece di 3 punti (raddoppia,
quasi) la percentuale che prevede di assumere con un contratto a tempo
indeterminato.
Migliora anche il tasso di competitività, con segnali positivi che vedono aumentare le
imprese che puntano sulla qualità dei prodotti (+ 7%); sulla qualità delle risorse umane (+4%)
ed anche gli investimenti in formazione (+1,8%). Diminuiscono le imprese che si affidano
solamente al prezzo, pur restando comunque il 49% del totale. Significativo appare, inoltre,
l’aumento delle imprese (+4,5%) che, rispetto al 2013, nel 2014 hanno lanciato sul mercato
nuovi prodotti e/o nuovi servizi.
Per quanto riguarda le competenze richieste al personale da assumere aumenta del 7,3% il
numero delle imprese che nel 2014 indicano quelle “tecniche di base legate alla
produzione e lavorazione dei beni o dei servizi propri dell’azienda”; come pure cresce
del 4,8% la richiesta di “competenze linguistiche”, dato probabilmente correlato alla loro
maggior propensione a proiettarsi sui mercati esteri. Aumenta anche di un 3,4% la richiesta di
“capacità di efficace comunicazione scritta e orale”.
Per ciò che riguarda i titoli di studio dei nuovi assunti, si registra una crescita (+3%) delle
richieste di personale in possesso di qualifica professionale, come anche dei titoli di studio
superiori (+1,5% di nuovi assunti in possesso del diploma di scuola secondaria superiore e
+0,9% per la laurea o il post-laurea).
Con riguardo alla qualificazione professionale dell’organico, si registra, sempre a confronto con
il 2013, un + 1,7% di imprese che valutano come necessaria la riqualificazione,
l’aggiornamento o la riconversione professionale dei propri addetti.
Aumenta, infine, il numero di imprenditori che dichiara di aver fruito negli ultimi tre
anni di qualche intervento formativo (+1,6%), mentre tale fruizione diminuisce per il
personale occupato (-2,9%). In entrambi i casi, salgono i giudizi positivi circa l’utilità della
formazione (69,5% nel 2014 contro 63,3% nel 2013, con un +6,2 nel caso della formazione
fruita dagli imprenditori, mentre un incremento del 3,7% si registra per l’utilità percepita dagli
addetti).

 
Amministrazione di Fermo: gli obiettivi comuni PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Martedì 17 Marzo 2015 09:06

Accogliamo positivamente l'intervento di ieri del Sindaco: finalmente qualcuno batte un colpo.

Ripercorrendo le valutazioni della prof.ssa Brambatti, precisiamo che per “conoscere e valutare”, cogliendo l'occasione della vertenza dell'appalto per lo sporzionamento alle mense scolastiche, abbiamo chiesto un incontro unitario lo scorso 31 ottobre senza ricevere alcuna risposta.

Ripeteremo la richiesta ampliando i temi su cui è necessario un confronto di merito che il sindacato confederale continuerà a chiedere. Chi si sottrae al confronto non siamo certo noi che sgomitiamo per ottenerlo.

E' politico o sindacale occuparsi di come viene impostato un appalto quando da questo dipende reddito e condizioni di lavoro delle lavoratrici?

Riguardo al bando per l'affidamento delle riscossioni coatte va detto che c'è una bella differenza tra Equitalia e un concessionario esterno; se finora si è fatto in un modo, non è scontato che non si debba cambiare; inoltre, sulla questione non è stato promosso nessun confronto preventivo, neanche con il sindacato di categoria e la RSU. Dove è la “superficialità”

Più importante di questo è chiarire come l'Amministrazione intende condurre la lotta all'evasione fiscale, soprattutto su tributi (Tasi e Tari) evasi che interessano direttamente le casse del Comune.

Sulle case di lusso e sui contenziosi il Sindaco avrebbe dovute replicare e rettificare a notizie non smentite che abbiamo appreso dalla stampa locale. Inoltre, non sta a noi affidare responsabilità a questa o alla precedente amministrazione. Il problema esiste o non esiste; e se esiste, va affrontato al meglio da chi ha oggi la responsabilità di agire.

“Ingiustificata veemenza, superficialità, gravi pregiudizi ideologici, connotazione politica e non sindacale” appaiano più parole più di sfogo che di sostanza e per questo non ci si deve offendere. Quel che deve essere chiarito è che la CGIL chiede che la macchina amministrativa funzioni, dia servizi di qualità e questo può essere fatto solo se c'è il rispetto della dignità dei lavoratori, se c'è uno staff di dirigenti capaci di una gestione corretta dei dipendenti, che non intimidisca e avveleni l'ambiente lavorativo, che non dia adito al sospetto che nel mirino ci siano solo lavoratori iscritti alla CGIL. L'uso dei provvedimenti disciplinari e ammiccamenti intimidatori non devono forse essere oggetto dell'attenzione di chi ha responsabilità politiche, come lo sono per il sindacato?

E' nostro legittimo dovere  occuparci del benessere dei dipendenti, come è nostro dovere impegnarci contro l'evasione fiscale e l'ingiustizia che essa determina perché aumenta le disuguaglianze e assottiglia le risorse eventualmente disponibili per soccorre la parte più debole e investire sulla città. E' ideologico chiedere cosa fa l'Amministrazione in materia?

Non e vero forse che nei rari momenti di confronto l'Amministrazione ci ha negato la progressività dell'addizionale Irpef, l'aumento del fondo anticrisi, interventi tariffari proporzionali alla situazione economica delle famiglie per mancanza di risorse? Tasi e Tari non potrebbero essere più basse se a pagare fossero anche i furbetti che vi si sottraggono facendo passare per prima casa anche le seconde e terze possedute?

Per l'urbanistica, non abbiamo forse appoggiato le misure prese dall'Amministrazione per rivitalizzare il centro storico che sta morendo? Le vicende di Casabianca e Via Respighi stanno dentro le competenze del sindacato perché attengono alla sostenibilità dello sviluppo e, nel secondo caso, alla occupazione negata per circa 50 persone. Dove finisce la politica ed inizia il “sindacale”?

Siamo anche noi a chiedere correttezza democratica, chiarezza e trasparenza nelle scelte amministrative che si ripercuotono comunque su lavoratori e pensionati che rappresentiamo e sull'intera cittadinanza.

Ci muove il ruolo sindacale che rivestiamo, per questo, invece di continuare con comunicati stampa, chiediamo al Sindaco di convocare l'incontro sindacale che abbiamo già richiesto, e che reiteriamo, per verificare l'intento comune di dare soluzione ai problemi nell'interesse del benessere dei lavoratori e della città. Potrà esserci a quel punto anche uno “scontro duro”, ma almeno avremo onorato qualche sano principio della democrazia!

Fermo lì, 28 novembre 2014

Il segretario Generale

(Maurizio Di Cosmo)

 
Comune di Fermo: quale lotta all'evasione fiscale? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Martedì 17 Marzo 2015 09:03

Il comune di Fermo ha pubblicato un Bando per l'affidamento in concessione del servizio di riscossione coattiva dei tributi comunali.

Questo servizio  – oltre 5.500 posizioni per un ammontare di oltre 1,5 mln di €- non si poteva realizzare con il personale interno all'insegna della sua qualificazione, dell'efficientamento della struttura amministrativa e del risparmio di risorse (circa 200mila€) della collettività?

I  mancati pagamenti sono dovuti a diversi ragioni. Tra queste, oltre a quelle dei soliti furbi, ci sono quelle di molti poveri cristi - pensionati, disoccupati o precari – colpiti duramente dalla crisi in corso e spesso a corto di danari. Per tutti costoro, è la stessa cosa trattare direttamente con il personale del Comune, teoricamente comprensivo e solidale, o con quelli di una concessionaria che ha l'unico obiettivo, giusto ma cinico, della riscossione?

Sta di fatto che anche su questa scelta di esternalizzazione non c' stato nessun confronto con la rappresentanza dei lavoratori dipendenti dell'Ente comunale(RSU e categoria FP).

Resta comunque il nostro auspicio che le casse comunali recuperino il massimo del gettito per questo tipo di tributi già accertati, senza creare ulteriori drammi ai cittadini onesti.

 

Quello che manca è l'impegno dell'Ente nel recupero dell'evasione tributaria e tariffaria (Tasi,Tari.Imu, ecc.) per diverse centinaia di migliaia di euro.

L'evasione acuisce le ingiustizie. Pensiamo alle tariffe, alle false graduatorie per i servizi comunali, a tanti altri piccoli privilegi ad appannaggio dei "furbetti". Soprattutto l'evasione fa mancare le risorse per rimodulare l'addizionale irpef, le tariffe del trasporto, mense scolastiche e asili nido, servizi di cura, fondi anticrisi, per qualche investimento sui servizi.

Su questo versante riscontriamo una schizofrenia nella struttura amministrativa. Solo nel 2011 veniva annunciata l'istituzione di una task-force per contrastare il fenomeno delle false residenze, legando quest'ultime ad una vasta evasione tributaria e tariffaria dei "furbetti", che così vanno a godere altre numerose agevolazione nell'ambito dei servizi comunali. Ma già nel 2012 la struttura degli accertatori è stata quasi smantellata e le concessioni delle residenze, invece di subire un controllo più rigoroso e trasparente, sono passate a centinaia attraverso il sistema del silenzio/assenso, i mancati controlli e l'inattuazione proprio del lavoro della task-force rimasto un mero annuncio di stampa!

Eppure le famiglie mononucleari, per fare l'esempio delle finte separazioni coniugali, sono raddoppiate dal 2004 ad oggi, arrivando, a fine 2014, a circa 5.000.

Le responsabilità politiche degli assessorati competenti sono evidenti. Come lo sono quelle dei dirigenti dell'ufficio tributi e dell'ufficio anagrafe. Anche questa inefficienza alimenta il falso e spregiativo immaginario collettivo del lavoro pubblico. Così, oltre ai tagli brutali del governo, i lavoratori dipendenti del comune di Fermo pagano le responsabilità dei loro dirigenti, vedendosi preclusa la possibilità di far progredire la propria carriera professionale insieme al miglioramento della qualità della propria condizione personale di lavoro e di vita, anche a vantaggio della cittadinanza.

 

Da anni stiamo chiedendo a tutte le amministrazioni, soprattutto a quella di Fermo,  l'avvio di una seria lotta agli sprechi e all'evasione fiscale, contributiva e tariffaria. Per realizzarla bisogna decidere politicamente di farla! Perseguendo la messa in efficienza e la trasparenza dell'attività della struttura comunale, partendo dall'assegnazione corretta delle responsabilità per gli errori e gli scarsi risultati finora ottenuti. Vanno chiamati in causa principalmente coloro che  ricoprono i ruoli apicali della struttura amministrativa, cambiando almeno qualche incarico!

Questi obiettivi possono essere perseguiti attraverso la contrattazione e il confronto con i dipendenti  e le loro rappresentanze, mettendo al centro la valorizzazione del loro lavoro da cui, ricordiamo, dipendono i servizi per l'intera comunità locale.

Fermo lì, 18 novembre 2014

Il segretario Generale

(Maurizio Di Cosmo)

 
Comune di Fermo: cosa altro deve succedere per cambiare ciò che non funziona? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Martedì 17 Marzo 2015 09:01

Per i comuni la legge di stabilità 2015 prevede altri tagli ai trasferimenti diretti  per 2 mld e indiretti, oltre 4mld  alle Regioni, senza soluzione di continuità con la politica dei governi precedenti.

Questa è la situazione che le scelte del governo determinano per l' Amministrazione e per i cittadini. Ancor di più, quindi, bisogna occuparci di quanto accade per responsabilità locali in tema di sprechi, spese sbagliate, politiche delle entrate colabrodo, ingiustizia fiscale.

In occasione dell'approvazione del bilancio del comune di Fermo, agosto 2014, citammo le mancate disponibilità  dovute a imprudenti tecniche contabili con le quali per anni si sono riportati crediti non esigibili nelle poste di bilancio.2 milioni di euro da recuperare nella prossima programmazione triennale che comporta nuovi tagli alla spesa e la necessità di riorganizzare la struttura amministrativa.

Non c'è stata l'analisi da noi proposta sulle cause e le responsabilità che hanno determinato tale situazione di crisi e le azioni conseguenti di razionalizzazione. Mentre gli organici si sono assottigliati con i prepensionamenti, non è dato sapere quali sono i servizi che andranno in sofferenza e quali sono le misure adottate e da adottare.

Recentemente abbiamo evidenziato il disarmo con cui l'Ente procede di fronte all'evasione fiscale e tariffaria (false residenze, ecc.) cavalcata dai “furbetti” e favorita proprio dall'inefficienza delle strutture  preposte.

A tutto ciò oggi si aggiunge la notizia che il comune di Fermo dovrà restituire danari ai possessori delle case di lusso e dovrà far fronte a debiti per parcelle legali e sentenze esecutive per oltre 500mila euro.

Dopo i pasticci per il Lido e via Respighi, altri errori per i quali non ci sarà nessun responsabile e nessuna azione dell'Amministrazione per evitare che mediocrità e spreco di risorse abbiano a ripetersi nel futuro.

Non si può tollerare inoltre, che di fronte all'espressione di un reale malessere in seno alla struttura amministrativa, che si sostanzia nella poca trasparenza, nei privilegi e nella diversità di adozione pesi e misure nella gestione del personale, si instauri addirittura un clima di intimidazione nemmeno più tanto strisciante .

Cosa altro deve succedere affinché si metta mano alla struttura dirigenziale per farla funzionare? ma che, a dispetto di ogni buon senso, continua a godere di premialità immeritate e privilegi.

Ha qualcosa da dire chi ha la responsabilità politica di agire o di dare risposte?

Cos'altro dobbiamo denunciare affinché l'Amministrazione promuova un dibattito, dia spiegazioni di quanto succede, non a noi della CGIL, ma ai cittadini, onorando una pratica autenticamente democratica e antitetica alla metaforica polvere che continua ad essere messa sotto il tappeto?

La CGIL non ha scopi politici, non è contro o a favore di questa Amministrazione. L'obiettivo del sindacato confederale resta il vero cambiamento attraverso la conquista dell'efficienza della Pubblica Amministrazione, con la valorizzazione delle professionalità, della qualità del lavoro e il rispetto dei diritti e della dignità di ogni lavoratore. Da tutto questo dipendono la qualità e quantità dei servizi alla città sempre più prigioniera del disagio socio-economico e della dannata povertà che colpisce anche chi lavora.

Ridurre gli sprechi e battere l'evasione significa poter abbassare le tasse ai lavoratori e pensionati, fare di più per le famiglie in strutture e in tariffe (asili nido, assistenza socio-sanitaria, soccorso alle “giovani madri straniere in procinto di partorire”). Significa avere maggiori capacità e risorse per non lasciare soli coloro che oggi possono solo ricorrere alla carità per sostentarsi; significa tutelare la dignità di cittadini, che appartiene a tutte le persone, e “fare posto anche ai più poveri”. Far funzionare la struttura pubblica significa ridare credibilità allo Stato e, fierezza e dignità per chi  lavora in un suo Ente locale, in una città che deve poter continuare ad aspirare ad essere accogliente, vivibile, democratica, solidale e progressista.

Fermo lì, 26 novembre 2014

Il segretario Generale

(Maurizio Di Cosmo)

 
Comune di Fermo: dove è il cambiamento? Dove è l'idea di città progressista? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Di Cosmo   
Martedì 17 Marzo 2015 08:57

Il Consiglio Comunale di Fermo ha da poco approvato il Bilancio di previsione per l'anno 2014 trovando soluzioni per far fronte alle diminuzione di risorse dovute al taglio dei trasferimenti  ed alla crisi economico-produttiva che ancora imperversa. L'esigenza di copertura riguarda anche mancate disponibilità tutte dovute a imprudenti tecniche contabili con le quali per anni si sono riportati crediti non esigibili nelle poste di bilancio.

Su quest'ultimo dato, oltre 2 milioni di euro da recuperare nella prossima programmazione triennale, si gioca una partita molto delicata che comporta nuove politiche di bilancio, tagli alla spesa e la riorganizzazione della struttura amministrativa.

La strada da noi indicata e proposta prevede una attenta analisi delle cause e delle responsabilità che hanno determinato tale situazione di crisi e le azioni conseguenti che necessariamente non devono tralasciare l'obiettivo di una riforma della macchina amministrativa.

Da una parte c'è la necessita di rivedere struttura e ruolo della dirigenza che gode anche di immeritate premialità, dall'altra si tratta di cogliere l'occasione per una riorganizzazione/razionalizzazione da realizzare con una strategia imperniata sull'aggregazione dei servizi, anche a livello intercomunale e provinciale.

L'Amministrazione di Fermo ha scelto invece la via “ordinaria” contabile. La riduzione degli organici di 28 unità, su una struttura già in deficit di personale, è poco lungimirante, rischia di mettere in pressione il personale restante e provocare la diminuzione della quantità/qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Non a caso siamo preoccupati di quanto sta accadendo al Nido di S.Giuliano ove i necessari lavori di ristrutturazione possono diventare l'occasione per attuare un dannoso ridimensionamento del personale, del servizio e dar via ad una nuova esternalizzazione.

Riguardo a Tasi, Tari e Imu nutriamo dei dubbi sull'applicazione dei principi di equità. I regolamenti tengono  conto delle condizioni di tanti pensionati soli e alle prese con assegni da fame? Contempla lo status di molti lavoratori alle prese con la cassa integrazione, la precarietà o il licenziamento? E' equo legare le aliquote alle sole rendite catastali (sballate)  ed ignorare i livelli di reddito Isee? Premiare il comodato d'uso delle seconde proprietà di famiglia è equo nei confronti di coloro, soprattutto giovani, che si sono dovuti accollare un mutuo ipotecario?

Mentre si continua a fare poco contro l'evasione fiscale, nel documento di Bilancio non c'è la reintroduzione della progressività nell'addizionale Irpef, ignorando un principio costituzionale che rimane inapplicato.

Riteniamo che il Bilancio previsionale approvato manchi di coraggio innovativo e di una decisa volontà di cambiamento!

Ciò è anche il risultato della scarsa propensione al confronto ritenuto, sospettiamo, poco efficace!

C'è di fatto un ritorno indietro agli anni del centrodestra. Si continua a ferire un tratto distintivo della democrazia partecipata e si resta sordi all'esigenza che anche la politica comunale deve farsi carico del soccorso a chi sta pagando duramente gli effetti di questa lunga crisi, a cominciare dai giovani, lavoratori e pensionati. Senza questa premessa e senza l'efficienza amministrativa, è poco probabile dare soluzione ai numerosi problemi di Fermo, una città che merita di essere accogliente, vivibile, democratica, solidale e progressista.

Fermo lì, 5 agosto 2014

Il segretario Generale

(Maurizio Di Cosmo)

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Succ. > Fine >>

Pagina 6 di 9
Giovedì, 09. Dicembre 2021

Design by: LernVid.com

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk